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COLVITA: COLLAGENE + ALGHE + VITAMINA E
Posted on Gennaio 28th, 2009 No comments
COLVITA è un supplemento alla dieta. Definiamo prima questo termine. Molti di noi si ricordano le scene dei film di fantascienza girati negli anni Sessanta e Settanta con visione di una società ambientata nel ventunesimo secolo che a pranzo o colazione consuma una manciata di capsule. L’immaginazione degli autori è andata oltre? No. Già a quell’epoca erano conosciute le pastiglie con le vitamine sintetiche oppure gli infusi di erbe. Sono arrivate le prime pastiglie con microelementi.Gli scrittori e gli sceneggiatori hanno commesso uno solo sbaglio: la società ancora per molto tempo non sarà disposta a rinunciare a cibi poco sani, poiché troppo gustosi. Per quanto concerne la biotecnologia, la stessa va a pari passo con la fantascienza. Negli anni Ottanta, gli astronauti destinati a rimanere in orbita per diverse settimane, si portarono nello spazio porzioni di cibi bilanciati che pesavano in tutto… mezzo chilo. Fu il periodo di una svolta nella scienza. Si scopre quanto sia importante l’alimentazione e la differenza tra cibarsi e nutrirsi. Gli alimenti vengono divisi tra quelli che mantengono l’organismo in salute e quelli che lo fanno ammalare. Si scoprono i cibi che aiutano a guarire e quelli che in modo lento ma costante ammazzano. Proseguono i lavori sulla conoscenza delle vitamine, microelementi, grassi e colesterolo. Vengono descritti antiossidanti, biopolimeri, probiotici, coenzimi, batteri buoni e tante verità sulla nutrizione in generale. Nella biochimica e dietologia rimangono ancora molte cose da esaminare ma basandosi sulla attuale conoscenza possiamo tranquillamente sperare su una vita molto lunga e in buona forma. Le pubblicazioni dedicate all’importanza dell’assunzione dei supplementi alla dieta sono ormai così ampie e complete per cui noi non ce ne occuperemo. Il mercato enorme degli integratori, il più sviluppato nel settore del wellness, cresce grazie all’avvicinamento costante dell’uomo alla natura.
Chi quotidianamente consuma uno spicchio d’aglio è meno soggetto alle infezioni e alle ipertensioni arteriose. Ecco che abbiamo già a disposizione l’aglio in capsule, altrettanto efficace e che non crea problemi d’alito. E’ sano consumare l’olio di fegato di pesce: eccolo pronto in capsule. La scienza scopre nuove chiavi sempre nuove sui segreti della longevità, analizzando a livello biochimico gli ingredienti della dieta dei popoli longevi. Sappiamo già che vivono più a lungo e si ammalano di meno, non le società benestanti ma quelle che si nutrono in modo intelligente. Sia i giapponesi che i norvegesi superano la media di ottanta anni, idem i tibetani e i bulgari.
Cosa influisce sul valore del cibo? Oggi ne sappiamo abbastanza. Gli esseri umani vivono in buona salute e a lungo quando nella loro dieta sono presenti vitamine, microelementi, grassi “buoni”, proteine, antiossidanti, flavonoidi, idroaminoacidi, carboidrati di facile assorbimento, provitamine, coenzimi e tanti altri elementi. E’ abbastanza difficile garantire al nostro organismo una dieta perfettamente bilanciata durante l’anno. Alcuni alimenti necessari, costano molto, altri non sono sempre disponibili altri ancora non ci piacciono. Il problema più grande però è la scarsa qualità degli alimenti dovuta all’inquinamento e all’impiego di pesticidi, ormoni e migliaia di sostanze chimiche. Perciò si consiglia di ricorrere agli integratori. Se avete dei dubbi vi sarà utile approfondire le sperimentazioni documentate, condotte negli USA. La società americana ha la vita media più longeva ed essa si sta allungando ancora di più. Molti anni fa è iniziata la campagna pubblicitaria contro il fumo, (in Europa è iniziata solo da poco). Statisticamente, gli esiti delle analisi degli Americani sono migliorati e si tratta di dati oggettivi in quanto condotti da enti molto severi, ad esempio studi fatti da grosse compagnie assicurative.
Considerato che la mortalità neonatale già molto bassa la quale non è diminuita non abbiamo avuto grandi progressi nelle terapie tumorali, non è stato sconfitto il diabete, allora la crescita della vita media può essere attribuita soltanto alla profilassi. Soli i cambiamenti di abitudini alimentari e dello stile di vita possono avere influito sulle statistiche - confermano gli scienziati. Ma gli Americani non praticano sport e il loro modo di vivere è poco sano, la società americana sta ingrassando sempre di più… Come mai un popolo di pigri e obesi, che si nutre di fast food vive sempre più a lungo migliorando i livelli di colesterolo? Che cosa li rende immuni alle infezioni, perché i loro cuori, fegati, reni e articolazioni sono sempre più sani? Sia gli Americani che i Canadesi da venti anni circa fanno uso di integratori alimentari. Nel 1987 soltanto il 17% della popolazione adulta ne faceva uso mentre nel 2005 il 48% di cui il 34% in modo costante. E’ vero che un abitante della California statisticamente consuma più patatine fritte, hamburger e maionese ma è anche vero che statisticamente consuma più capsule di supplementi di tutti gli abitanti del nostro pianeta.
Fornisce all’organismo non solo i grassi animali ma anche oli di pesce, oli di semi, estratti di zucca, carciofo e broccolo, alghe, noni, aloe, ginseng, aglio, tè verde ecc. Non mancano vitamine, minerali, sali minerali, antiossidanti e tanto altro ancora – ecco il segreto! Il corpo riceve tutto ciò che un pasto fatto di hamburger e patatine non gli può fornire. Così la strada è stata spianata anche per gli europei. Nonostante ciò ci sono pubblicazioni che mettono in dubbio l’efficacia degli integratori e la capacità del loro assorbimento. I fautori sono ancora mentalmente radicati nell’epoca della grande delusione nel campo della medicina. Troppe speranze sono state poste nelle vitamine sintetiche e prodotti di sintesi chimica. In molti Paesi, a tutt’oggi i supplementi in forma di capsule o tavolette sono considerati farmaci e non ALIMENTI SANI.
Ecco perché si acquistano prevalentemente nelle farmacie, mentre chi le consuma a manciate è considerato malato o dipendente. Fortunatamente la situazione sta mutando, quasi tutti i supermercati dispongono di grossi reparti dedicati solo ai supplementi, intesi come alimenti e non farmaci. Allora i supplementi non possono curare? Sì, ma nella misura in cui può curare un’appropriata alimentazione. Molte persone sanno che un estratto di ortica e di coda d’asino (non ha importanza se in forma di pastiglie o d’infuso) permette di rafforzare capelli e unghie fragili e che mangiando l’aglio per tre mesi (crudo o in capsule) si possono evitare i raffreddori. Invece pochissimi sanno che il consumo sistematico dell’olio di semi di zucca blocca la crescita della prostata e che il consumo di 3-4 grammi di olio di salmone riduce la formazione delle piastrine di colesterolo nelle vene il quale ostacola il flusso sanguigno, danneggiando la loro potenza sessuale, aumentando il rischio di infarto e di ictus.
Pochissime sono le persone consapevoli che una dose quotidiana di glucosamina protegge le articolazioni. Esistono decine e decine di questi esempi e non si tratta di risultati ipotetici o sperati: se siamo coerenti, il nostro organismo risponderà con una reazione concreta. Sarebbe ideale se mangiassimo soltanto dei cibi sani, ma siamo veramente in grado di consumare le stesse quantità di salmone quanto ne mangia un norvegese o un canadese? La stessa quantità di alghe e crostacei di quanto ne mangia un giapponese? Le stessa quantità di erbe di quanto ne mangia un tibetano? E consumare tutto ciò in aggiunta di una notevole quantità di frutta e verdura, legumi? E’ impossibile. Ecco perché occorre fare l’uso degli integratori. Siamo tutti consapevoli che prevenire costa meno che curare. Chi sostiene che il costo dei supplementi è eccessivo prima o poi spenderà molto di più in medicine. Chi oggi risparmia sulle capsule con gli Omega 3, domani dovrà spendere per curare il sistema cardiovascolare. Ma è opportuno assumere tutto ciò che offre il mercato? No, i preparati devono essere scelti con cura. Ricordiamoci che le tavolette vitaminiche effervescenti, disponibili al supermercato, a pochi euro, non ci faranno male ma non porteranno alcun beneficio al nostro organismo. La vitamina E, per esempio è solubile solo nei grassi e quindi non potrà essere assorbita se la stessa, sotto forma di tavoletta, sarà sciolta nell’acqua, di conseguenza non è idoneo buttarsi su tutti i prodotti nuovi lanciati dalla pubblicità. I supplementi principalmente si dividono tra quelli “universali” che contengono quasi tutte le vitamine e minerali, tipo “Multicentrum” e quelli in cui un solo ingrediente solo è dominante.
Colvita fa parte del secondo gruppo e perciò non potrà essere mai presentata quale aggiunta universale a 360 gradi. La sua funzione preventiva consiste prevalentemente nella stimolazione dei processi metabolici che hanno come effetto la produzione del collagene organico. Le proprietà e i risultati derivanti dalla presenza di alghe e vitamina E sono stati descritti nelle pubblicazioni mediche. Colvita nella veste d’integratore alimentare è un prodotto sensazionale. Per quasi un anno ci siamo occupati della ricerca su internet di tutti i preparati che, come da descrizione, contengono del collagene oppure, come si voleva dimostrare, stimolano la produzione del collagene. In questo modo abbiamo raccolto uno scatolone intero pieno di desideri pii… La necessità di somministrare del collagene al nostro organismo è palese. Gli ingegneri e i biochimici di tutto il mondo sono già in possesso di tale conoscenza ma… le loro possibilità al riguardo sono abbastanza limitate. Praticamente tutti gli integratori fabbricati tra il Giappone e California e chiamati “collagene” si sono rivelati degli idrati di fibre bovine trite (a volte anche quelle suine) oppure della semplice gelatina. Noi non li riteniamo totalmente inefficaci ma la bassa concentrazione della proteina rende il loro acquisto inopportuno.
Lo stesso contenuto proteico può essere fornito all’organismo attraverso il consumo di uno stinco di maiale, un piatto di scampi o di un semplice brodo di pollo. Il collagene ivi incluso è di lento e difficile assorbimento. Rispetto al Colvita, questi prodotti contengono pochissima idrossilisina e idrossiprolina - aminoacidi strutturali più preziosi per le nostre cellule. Parlando in un modo molto semplice: la quantità di “collagene nel collagene”, comparando la concentrazione di liofilizzato con idrolizzato , la struttura biochimica della proteina in partenza e l’assorbimento dei prodotti di disintegrazione, è in Colvita, almeno dieci volte superiore. Alcuni prodotti pubblicizzati come “collagene marino” o addirittura “collagene liofilizzato di provenienza ittica” hanno suscitato la nostra curiosità. Ovviamente li abbiamo acquistati tutti e così è iniziata la nostra raccolta dei prodotti provenienti dalla Cina, Francia, Germania, Giappone e Repubblica Ceca (es. Colafit).
Effettivamente questi prodotti contengono le proteine. Non si tratta però di collagene che corrisponde alla definizione e quindi di una “spirale di catene peptidiche create dal processo metabolico di un vertebrato”. E’ altrettanto difficile pronunciarsi circa il metodo di liofilizzazione di queste proteine in quanto non è possibile riportarli alla loro forma solubile in acqua. Il collagene di pesce è sempre di terzo grado e questo vuol dire: solubile in acqua. Se non è così, si tratta semplicemente di un abuso del termine “collagene” a scopi pubblicitari. I prezzi di questi prodotti – relativamente bassi – escludono il processo di estrazione e di liofilizzazione e il loro valore nutrizionale può essere paragonato ad una buona zuppa di pesce. Un supplemento alla dieta, per vantare un discreto livello di assorbimento, deve contenere ingredienti attivi che favoriscono la sintesi del collagene e un veicolante. Al Colvita è stata quindi aggiunta la vitamina E, l’estratto di alghe marine e il limone liofilizzato.
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